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Lettera inviata al Prefetto di Treviso

Comitato Imprenditori Veneti "Piave 2000"
C.P. n. 1 -  31010 Ponte della Priula (TV)

Ponte della Priula, 21 febbraio 2013


Lettera aperta

 
Riferimento: Osservazioni al Piano di Emergenza Esterna definitivo (stato PEE) per lo
stoccaggio dello stabilimento industriale Edison Stoccaggio Spa,
a rischio incidente rilevante.
 

    Egregio sig. Prefetto, in riferimento e, a completamento della lettera precedente dell'8 febbraio 2013, La informiamo che abbiamo fatto il giro dei vari pozzi e le alleghiamo 72 foto, scattate nei giorni scorsi, in modo che Lei possa rendersi conto dell’immensità degli impianti per valutare i rischi causati da possibili esplosioni e relativi incendi che potrebbero investire le zone circostanti, i numerosissimi pozzi con le varie diramazioni interrate dei tubi ad alta pressione e le centrali di pompaggio.
    Come può vedere ci sono strutture abitative e imprenditoriali che distano anche poche decine di metri da questi impianti. Quindi, visto che sta predisponendo un Piano di Emergenza, per salvaguardare i cittadini e le abitazioni, valuti l'opportunità di erigere, attorno alla centrale e ai vari pozzi, un terrapieno alto alcuni metri in modo che in caso di scoppi, esplosioni o incendi, i possibili danni vengano contenuti all'interno di questo bacino. Attorno al terrapieno andrebbe effettuata una piantumazione del verde alberato per mitigare questa bruttura ambientale.
    Alcuni tecnici da noi interpellati ci segnalano che per questi possibili pericolosi impianti andrebbe eretto lungo tutto il perimetro una muraglia di cemento armato alta da 6 a 10 metri; anche questo per proteggere da esplosioni o scoppi che lancerebbero materiali a notevole distanza sia verso le abitazioni sia verso gli insediamenti circostanti e creando un notevole pericolo per chi transita lungo le varie strade vicine ai pozzi e a questo impianto. Strade anche molto trafficate come la provinciale da Colfosco a Sant'Anna e da Crevada a Pieve di Soligo.
    Visto che Lei si sta occupando della salvaguardia del territorio, riprendiamo una nostra richiesta e cioè quella di avere un presidio dei Vigili del Fuoco per quanto riguarda la sicurezza dei vari Comuni a causa dell'impianto di stoccaggio di gas metano a pressioni che secondo alcune indicazioni si aggirano tra 50 e 150 atmosfere, basta vedere il notevole spessore dei tubi, dei serbatoi e delle flange imbullonate per capire che si tratta di tubature che sopportano alte pressioni.
    Altra cosa importante che consigliamo è che Lei si batta perché questi impianti siano sottoposti al parere positivo del VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
    Facciamo notare anche che è stata realizzata ed è in fase di ultimazione una mega centrale elettrica, che preleva e seziona l'altissima tensione a 130.000 Volt dell'elettrodotto che parte dal Vittoriese e arriva nel Veneziano, situata in una zona seminascosta dentro una valle di Colfosco. Questa realizzazione può far capire, anche ad inesperti, l'enorme potenza utilizzata per alimentare i giganteschi compressori della centrale a Villa Jacur (con la realizzazione di una potente linea elettrica interrata che parte dalla centrale di trasformazione sita vicino alla trattoria Casa Brianzola).

    Considerazioni:
    Lo stabilimento industriale di Sant'Anna, zona vicina a Villa Jacur, incastrata tra il fiume Piave e la Strada Provinciale, è a servizio dello stoccaggio gas metano, l'operazione principale è il pompaggio ad alte pressioni e lo svuotamento del serbatoio (deposito originario).
    Il piano prevede l'emergenza esterna solo per la centrale e relative adiacenze, ma in più si devono considerare i moltissimi pozzi installati in vari comuni utilizzati per l'esercizio dello stoccaggio.
    Nulla invece sembra riguardare l'eventualità di perdite, dovute a modifiche di tenuta che possano avvenire in tutti i vasti territori interessati dallo stoccaggio. Pertanto si chiede se le pressioni massime dovute e la tenuta sono garantite e qual è il loro limite e se alla società sono stati imposti limiti sulla pressione utilizzata.
    Se la ditta proprietaria dà una risposta positiva, chiedo cortesemente vengano forniti i dati delle prove eseguite con la valutazione della frequenza di accadimento di tale incidente con estensione alla normativa Europea.
    Ricordiamo comunque, all'ufficio ricevente, che l'esercizio dello stoccaggio presuppone un riempimento e uno svuotamento una volta all'anno con un gradiente di pressione enormemente più elevato delle condizioni di formazioni del giacimento e successiva coltivazione, con l'effetto a fatica. Tutto questo è stato valutato in termini scientifici?
    Ci sembra corretto ritenere che, per un territorio così vasto, sia difficile rispondere con la sicurezza matematica, secondo alcuni esperti ci sarebbe sempre la possibilità probabilistica di errore.
    Per cui avere una rete di rilevamento adeguato di perdite di gas dallo stoccaggio è sicuramente uno strumento utile per garantire un avviso, in tempo, alla popolazione.
    Di fatto solo così il principio precauzionale sarebbe rispettato.
    È evidente che un possibile incendio, in caso di fuoriuscite di gas, a determinante concentrazione, determina uno scoppio istantaneo e la propagazione di altissime fiamme, chiaramente con poche probabilità di salvezza per le persone che, non avvisate in tempo, si trovassero nelle immediate vicinanze.
    Il Piano di Emergenza Esterna deve garantire alla popolazione questa possibilità!
    Signor Prefetto, come vede da tutte queste segnalazioni, questi impianti diventano sempre più imponenti perché mese dopo mese ci troviamo nuove strutture come la centrale elettrica che, secondo prima indicazione, doveva sorgere vicino al Piave, poi invece è stata indicata questa zona per non far sapere alla gente di questa espansione degli impianti. E quindi vanno valutate anche le voci nelle quali si parla che questi impianti aumenteranno anche dei pozzi anno dopo anno, con relativo aumento di rischi di possibile pericolo per la popolazione nel Comune di Susegana e non solo, impianti che fanno degradare il nostro straordinario ambiente già in pericolo per la sismicità indotta di grado 2. A segnalare questo pericolo è stato il prof. Alberto Marcellini, esperto im materia e per questo chiamato dal Comune di Susegana, con altri, a far parte della Commissione che doveva valutare la fattibilità dello stoccaggio. Dopo attente valutazioni e confronti anche con esperti internazionali è arrivato alla conclusione che questo impianto non si doveva fare, perché pericoloso! Ma visto che il Sindaco era deciso ad approvarlo comunque, a malincuore si dimise.
    E a pensare che fino a poco tempo fa i comuni limitrofi a Susegana non sapevano di avere questi serbatoi di gas sotto i loro territori. Questi Comuni fra l'altro, compreso il Comune di Susegana, come compensi ricevono briciole e le popolazioni dovrebbero ricevere l'energia gratis, invece si trovano coinvolti nei rischi sopra descritti.

    In attesa di risposta, si ringrazia.

    Cordiali saluti.
Comitato Imprenditori Veneti "Piave 2000"

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