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31 Luglio 2011 - Quattordicesima escursione

Comitato Imprenditori Veneti “Piave 2000”
 con la collaborazione del
 Museo del Piave “Vincenzo Colognese”

Con il Patrocinio di:
Regione del Veneto - Provincia di Treviso - Comune di Susegana - Comune di Sernaglia della Battaglia - Comune di Vas

Con la collaborazione di:
Festeggiamenti Collalto - Gruppo Alpini di Collalto - AnticheTerre dei Conti

  
Sulle orme della Grande Guerra

Un percorso che ci porta indietro di 3500 anni

Sant’Anna di Collalto
Domenica 31 Luglio 2011


Ritrovo dalle ore 7.30  -  Partenza alle ore 8.00
Quattordicesima escursione

Partenza ore 8.00 dal piazzale della Chiesa di Sant'Anna a Collalto con una breve sosta e la benedizione di una corona di alloro da parte di don Luigi Dalla Longa nei pressi della targa posta a intitolazione dei “Sentieri della Pace”, in ricordo di tutti i Caduti dei contrapposti eserciti, accompagnata dal suono del “Silenzio" eseguito con la tromba da Marco Compiano.
Auspichiamo che anche altri sentieri, nella prima Linea del Piave, rientrino nel percorso dei “Sentieri della Pace” come proposto alle Istituzioni.
Si prosegue verso la Chiesa di Sant'Antonio Abate, antico hospitale al passaggio del fiume Soligo sulla antica via romana chiamata Opitergium-Tridentum, potremo vedere all’interno della chiesa un masso con iscrizione antica pre-romana, forse Retica.
Nella zona di confluenza del fiume Soligo con la Piave troviamo Casa Brait con iscrizioni/proclami di Mussolini, proseguendo, a monte, possiamo ammirare la Grotta di Santa Barbara (Falzè di Piave), una cavità naturale in zona golenare del Piave, nello splendido Parco del Pedrè è dedicata ai caduti sul lavoro. Questa grotta infatti richiama, per contrasto, l'imboccatura delle gallerie sotterranee nelle quali i minatori scendevano. È dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori e degli artificieri. La grotta nella Grande Guerra era adibita a magazzino militare. Altre opere di ingegneria militare bunker/trincee sono state scoperte nella zona da Lucio De Vecchi.
Continuando verso il Cippo del Popolo dei Zattieri, che ricorda la scomparsa di Ezio Losso, opera dello scultore Pietro Stefan, raggiungiamo il "Passo Barca", punto più stretto del Piave tra Falzè e il Montello, punto di attraversamenti preistorici del fiume per il collegamento con la pianura Trevigiana attraverso il villaggio villa Todesca e Nervesa sul Montello. Poi in località Fornaci, sopra il Passo Barca, c’è un’area in cui si trovano materiali di epoca romana (la descrizione di queste località sarà curata da Tarcisio Zanchetta), lungo il percorso si incontrano cartelli illustrativi nei quali ci sono cenni delle invasioni turche. Il sentiero delle Fontane Bianche/Volpere, è curato dal Comune e Legambiente di Sernaglia della Battaglia.
Area, quella del “Percorso delle Volpere”, di interesse squisitamente storico: infatti, è proprio lungo questo sentiero che si sono trovate tracce dell’uomo preistorico ed alcuni insediamenti neolitici, si sono trovati anche molti oggetti di bronzo: spade, asce, falcetti di epoca del medio/bronzo e dei primi popoli veneti (1500 anni a.C.), quali il Riparo Breda, grotte del "El Matharól" dove si mescolano storia e leggenda. Saremo ospiti presso Casa Breda per un brindisi con il sorvolo degli aerei storici di Giancarlo Zanardo.
Cogliamo l’occasione per lanciare un appello alle Autorità competenti per il recupero della trincea e dell’osservatorio, in parte crollato nel 2010. Altri crolli potrebbero esserci per l'instabilità del manufatto, fonte di pericolo per le persone che percorrono il sentiero sottostante.

Nei secoli passati la Piave è stata sede di un intenso traffico di persone e di merci sia lungo il suo corso, sia attraverso di esso.
Quando la pianura veneta e la sua montagna erano ricoperte da un'ininterrotta foresta, l’unica via di penetrazione da mare a monte e oltremonte era necessariamente rappresentata dal corso dei suoi fiumi e in particolare della Piave. Dal centro Europa, dove esistevano miniere di rame e di stagno, giungevano sino al limite delle Prealpi ed in pianura, gli artigiani del bronzo che qui venivano a forgiare spade, asce, falcetti e altri oggetti di uso comune. Lungo la Piave e tutti i fiumi veneti si sono rinvenuti a corredo di tombe questi arnesi. Ma prima ancora della scoperta del rame e del bronzo, il greto della Piave costituiva un’inesauribile miniera di selce, un vetro naturale utilizzato dall'uomo primitivo che costruiva con esso una grande varietà di strumenti da taglio, raschiatura, perforazione, etc.... Le sponde della media Piave erano popolate da nuclei di artigiani della selce che qui producevano e poi smerciavano tali manufatti.
L'attività dei zattieri della Piave, che trasportavano oltre al legname tagliato dai boschi Dolomitici e Prealpini fino ai lidi adriatici, anche vari materiali tra cui la pietra per le macine estratta dal territorio montano di Libano (BL).
È difficile oggi immaginare quale sia stato il traffico di persone e mercanzie dall’antichità fino alla costruzione dei primi ponti in legno poi in pietra, che si è effettuato attraverso gli svariati passi barca dislocati lungo la Piave, da Vidor a Falzè a Santa Maria di Piave, etc...


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