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Rintocchi di Pace

Repubblica Serenissima nel nome di San Marco e Padre Marco d’Aviano nostri Protettori CONOSCERE LA STORIA PER CAPIRE IL PRESENTE

Rintocchi di pace dalle antiche campane di Lepanto Le flotte della Lega Santa a Lepanto e l’ardore di Padre Marco d’Aviano a Vienna fermarono le brame dell’espansionismo Ottomano.

Se il 7 ottobre del 1571 le flotte cristiane riunite nella Lega Santa non avessero vinto la battaglia navale di Lepanto e se nel 1683 un umile frate cappuccino di nome Marco d’Aviano non avesse fattivamente esortato gli smarriti austriaci a ricompattarsi e a respingere gli osmani dall’assedio di Vienna, il corso della storia sarebbe stato ben diverso. Una volta occupata Vienna, i musulmani di Mehmet da Van sarebbero vittoriosamente calati verso Roma quale loro principale obiettivo di conquista e di islamizzazione dell’Occidente. Verosimilmente, Vienna non sarebbe diventata la capitale culturale dell’umanità, della musica e del bel modo di vivere. Il suo arciduomo sarebbe diventato una moschea come avvenuto per Santa Sofia a Costantinopoli e la sua intera architettura avrebbe necessariamente subito l’influenza dello stile gotico-osmano. Ora, in questi tempi di globalizzazione economica e commerciale, di facilità di viaggi e di telecomunicazioni, di interscambi culturali, della convivenza di tante persone di religioni diverse e di reale voglia di fraternizzazione e di socializzazione tra i popoli, l’evocazione di quei due tragici eventi serve a diffondere la voglia di pace e di GLOBALIZZAZIONE POLITICA contro il continuo ripetersi di inutili guerre. A quell’epoca, la cristianità dell’Europa era minacciata. Bisognava difendersi. La logica era quella delle prove di forza e non quella dei trattati. Così nel 1571 al largo di Lepanto, una cittadina del golfo di Corinto, una flotta coordinata da Papa Pio V° e composta di 402 navi con 74 mila marinai al comando del giovane Don Giovanni d’Austria, coadiuvato da Sebastiano Venier e da Marcantonio Colonna affronta i pericolosi turchi. La flotta nemica, comandata da Alì Pascià era composta da 554 navi con 88 mila uomini a bordo. Dopo cinque ore di cruenta battaglia, celebrata da alcuni spaventosi dipinti e anche dalle forti poesie di Attilio Carminati e di Giacomo Bernasconi. I cristiani della lega Santa sono vittoriosi. I Turchi fuggono. Molte navi dell’una e dell’altra parte vengono affondate. I morti sono circa 37 mila. 29 mila Turchi e 8 mila cristiani dei quali 4856 veneziani. I feriti sono in tutto 18 mila. Il mare si tinge di rosso.E’un’autentica strage. Un eccidio paragonabile a quelli che sono istantaneamente possibili con lo scoppio di quelle bombe atomiche che si dovrebbero eliminare. Il 18 ottobre appena giunta a Venezia via mare la notizia di quella vittoria, le tre campane della chiesa di San Nicolò del Lido suonarono a festa. A seguito del crollo del campanile, le tre citate campane di Lepanto, subirono danni. Mute da tanti anni, sono accantonate dietro l’altare e per il nuovo campanile ne furono fuse delle altre. Perché i ritocchi di quei cimeli storici possano diventare messaggi di pace nel ricordo di tanto orrore, con il permesso del parroco Iannotta e della Soprintendenza, un comitato di cittadini si sta adoperando per sistemarle bene in vista di un sostegno. A fini di pacate riflessioni, e proprio perché non si ripetano, in un apposito fascicolo sarà obiettivamente descritto il contesto storico di quei clamorosi eventi. Detto comitato, del quale faccio Parte unitamente all’Associazione dei Cavalieri di San Marco, al Club Unesco, a Carlo Schiavon, a Bepi Telaroli, a Luciano Girotto, a Lidia Zappella, a Francesco Crosera a Francesco Toffolo a Carlo Scopinich, a Luciano Cucco ed ai Consoli di Finlandia, di Cipro e del Lesotho, si occuperà anche delle necessarie celebrazioni improntate anche al rilancio della marineria veneziana. L’Imprenditore Diotisalvi Perin, noto ricercatore storico, e valorizzatore dei musei della Grande Guerra Presidente del Museo del Piave “Vincenzo Colognese”, nonché editore di alcuni volumi storici pubblicati assieme del Comitato Imprenditori Veneti “Piave 2000”ha fornito la maggior parte del materiale necessario e segue i lavori. Concettualmente, le vicende di Leopanto si coniugano con quelle veramente miracolose di Marco d’Aviano. Un umile frate cappuccino, nato ad Aviano e studiò nel Veneto a Conegliano, Oderzo Chioggia, Venezia, Padova, Vicenza ecc…predicatore interinante in Europa, che Vienna ha onorato dedicandogli un monumento e una strada e inumando le sue spoglie nella Chiesa dei Cappuccini per il riposo eterno accanto ai grandi personaggi dell’Austria imperiale. Da alcuni anni il Cappuccino Padre Marco d’Aviano è definito Beato. Nei pressi del Ponte della Priula c’è una strada che porta il suo nome. Non sarebbe male che almeno i più importanti siti del suo percorso di predicatore gli dedicassero degli elementi artistici di ricordo a similitudine di quanto si ammira ai bastioni di San Marco a Treviso. Alcuni libri come quello Mezzaluna E Croce Marco d’Aviano e la Salvezza d’Europa e il film “Una battaglia per Vienna” del viennese Erich Feigl. Per maggiore valorizzazione dei suoi meriti etici e spirituali, Renzo Martinelli, il famoso regista di “Porzius”, Vajont e del recente “Barbarossa”sembra abbia iniziato a girare un film collossal sull’affascinante storia dell’ammirevole taumaturgo - diplomatico – eroe padre Marco d’Aviano che in Austria è venerato come un SANTO: Cap. Ferruccio Falconi Ringrazio di cuore tutti coloro che si fanno parte attiva nelle iniziative per far conoscere la nostra millenaria storia di cristiani con la Serenissima Repubblica di San Marco. All’Amico regista Renzo Martinelli,che ci ha richiesto (aderendo) circa 10 anni fa di sponsorizzare il film Vajont, ne è seguito uno scambio culturale per avergli trasmesso sulla frana della diga il libro (da noi tradotto) del viennese Erich Feigl Mezzaluna e Croce Marco d’Aviano e la Salvezza d’Europa. Confidiamo che Martinelli mantenga le tante promesse di realizzare un colossal sul Santo Salvatore d’Europa Padre Marco d’Aviano. Speriamo non si arrivi alle calende greche a causa di film di propaganda. Per il momento consigliamo degli straordinari filmati sulla storia del Cappuccino (in Austria considerato Santo da 326 anni) del regista E. Feigl UNA BATTAGLIA PER VIENNA, digitando su youtubE: MARCo d’AVIANo e vedere tutti i film che portano la firma museo del piave. Diotisalvi Perin


 


Repubblica Serenissima nel nome
di San Marco e Padre Marco d’Aviano nostri Protettori
CONOSCERE LA STORIA PER CAPIRE IL PRESENTE

Rintocchi di pace
dalle antiche campane di Lepanto
Le flotte della Lega Santa a Lepanto e l’ardore di Padre Marco d’Aviano a
Vienna fermarono le brame dell’espansionismo Ottomano.

Se il 7 ottobre del 1571 le flotte
cristiane riunite nella Lega Santa
non avessero vinto la battaglia
navale di Lepanto e se nel 1683
un umile frate cappuccino di nome
Marco d’Aviano non avesse fattivamente
esortato gli smarriti austriaci a
ricompattarsi e a respingere gli osmani
dall’assedio di Vienna, il corso della
storia sarebbe stato ben diverso.
Una volta occupata Vienna, i musulmani
di Mehmet da Van sarebbero vittoriosamente
calati verso Roma quale
loro principale obiettivo di conquista
e di islamizzazione dell’Occidente.
Verosimilmente, Vienna non sarebbe
diventata la capitale culturale dell’umanità,
della musica e del bel modo
di vivere. Il suo arciduomo sarebbe
diventato una moschea come avvenuto
per Santa Sofia a Costantinopoli e
la sua intera architettura avrebbe necessariamente
subito l’influenza dello
stile gotico-osmano.
Ora, in questi tempi di globalizzazione
economica e commerciale, di facilità
di viaggi e di telecomunicazioni,
di interscambi culturali, della convivenza
di tante persone di religioni diverse
e di reale voglia di fraternizzazione
e di socializzazione tra i popoli,
l’evocazione di quei due tragici eventi
serve a diffondere la voglia di pace e
di GLOBALIZZAZIONE POLITICA
contro il continuo ripetersi di inutili
guerre.
A quell’epoca, la cristianità dell’Europa
era minacciata. Bisognava difendersi.
La logica era quella delle prove
di forza e non quella dei trattati. Così
nel 1571 al largo di Lepanto, una cittadina
del golfo di Corinto, una flotta
coordinata da Papa Pio V° e composta
di 402 navi con 74 mila marinai al
comando del giovane Don Giovanni
d’Austria, coadiuvato da Sebastiano
Venier e da Marcantonio Colonna affronta
i pericolosi turchi.
La flotta nemica, comandata da Alì
Pascià era composta da 554 navi con
88 mila uomini a bordo. Dopo cinque
ore di cruenta battaglia, celebrata da
alcuni spaventosi dipinti e anche dalle
forti poesie di Attilio Carminati e di
Giacomo Bernasconi. I cristiani della
lega Santa sono vittoriosi. I Turchi
fuggono. Molte navi dell’una e dell’altra
parte vengono affondate. I morti
sono circa 37 mila. 29 mila Turchi e
8 mila cristiani dei quali 4856 veneziani.
I feriti sono in tutto 18 mila. Il mare
si tinge di rosso.E’un’autentica strage.
Un eccidio paragonabile a quelli che
sono istantaneamente possibili con lo
scoppio di quelle bombe atomiche che
si dovrebbero eliminare.
Il 18 ottobre appena giunta a Venezia
via mare la notizia di quella vittoria, le
tre campane della chiesa di San Nicolò
del Lido suonarono a festa.
A seguito del crollo del campanile, le
tre citate campane di Lepanto, subirono
danni. Mute da tanti anni, sono accantonate
dietro l’altare e per il nuovo campanile
ne furono fuse delle altre.
Perché i ritocchi di quei cimeli storici
possano diventare messaggi di pace nel
ricordo di tanto orrore, con il permesso
del parroco Iannotta e della Soprintendenza,
un comitato di cittadini si sta
adoperando per sistemarle bene in vista
di un sostegno. A fini di pacate riflessioni,
e proprio perché non si ripetano,
in un apposito fascicolo sarà obiettivamente
descritto il contesto storico di
quei clamorosi eventi.
Detto comitato, del quale faccio Parte
unitamente all’Associazione dei Cavalieri
di San Marco, al Club Unesco,
a Carlo Schiavon, a Bepi Telaroli, a
Luciano Girotto, a Lidia Zappella, a
Francesco Crosera a Francesco Toffolo
a Carlo Scopinich, a Luciano Cucco ed
ai Consoli di Finlandia, di Cipro e del
Lesotho, si occuperà anche delle necessarie
celebrazioni improntate anche al
rilancio della marineria veneziana.
L’Imprenditore Diotisalvi Perin, noto
ricercatore storico, e valorizzatore dei
musei della Grande Guerra Presidente
del Museo del Piave “Vincenzo Colognese”,
nonché editore di alcuni volumi
storici pubblicati assieme del Comitato
Imprenditori Veneti “Piave 2000”ha
fornito la maggior parte del materiale
necessario e segue i lavori.
Concettualmente, le vicende di Leopanto
si coniugano con quelle veramente
miracolose di Marco d’Aviano.
Un umile frate cappuccino, nato ad
Aviano e studiò nel Veneto a Conegliano,
Oderzo Chioggia, Venezia, Padova,
Vicenza ecc…predicatore interinante
in Europa, che Vienna ha onorato dedicandogli
un monumento e una strada
e inumando le sue spoglie nella Chiesa
dei Cappuccini per il riposo eterno accanto
ai grandi personaggi dell’Austria
imperiale.
Da alcuni anni il Cappuccino Padre Marco
d’Aviano è definito Beato. Nei pressi
del Ponte della Priula c’è una strada che
porta il suo nome. Non sarebbe male
che almeno i più importanti siti del suo
percorso di predicatore gli dedicassero
degli elementi artistici di ricordo
a similitudine di quanto si ammira ai
bastioni di San Marco a Treviso. Alcuni
libri come quello Mezzaluna E
Croce Marco d’Aviano e la Salvezza
d’Europa e il film “Una battaglia per
Vienna” del viennese Erich Feigl. Per
maggiore valorizzazione dei suoi meriti
etici e spirituali, Renzo Martinelli,
il famoso regista di “Porzius”, Vajont
e del recente “Barbarossa”sembra abbia
iniziato a girare un film collossal
sull’affascinante storia dell’ammirevole
taumaturgo - diplomatico – eroe
padre Marco d’Aviano che in Austria
è venerato come un SANTO:
Cap. Ferruccio Falconi
Ringrazio di cuore tutti coloro che si
fanno parte attiva nelle iniziative per
far conoscere la nostra millenaria
storia di cristiani con la Serenissima
Repubblica di San Marco.
All’Amico regista Renzo Martinelli,che
ci ha richiesto (aderendo) circa 10
anni fa di sponsorizzare il film Vajont,
ne è seguito uno scambio culturale
per avergli trasmesso sulla frana della
diga il libro (da noi tradotto) del
viennese Erich Feigl Mezzaluna e
Croce Marco d’Aviano e la Salvezza
d’Europa. Confidiamo che Martinelli
mantenga le tante promesse di realizzare
un colossal sul Santo Salvatore
d’Europa Padre Marco d’Aviano.
Speriamo non si arrivi alle calende
greche a causa di film di propaganda.
Per il momento consigliamo degli
straordinari filmati sulla storia del
Cappuccino (in Austria considerato
Santo da 326 anni) del regista E. Feigl
UNA BATTAGLIA PER VIENNA,
digitando su youtubE: MARCo
d’AVIANo e vedere tutti i film che
portano la firma museo del piave.
Diotisalvi Perin

 

Rintocchi di pace dalle antiche campane di Lepanto Le flotte della Lega Santa a Lepanto e l’ardore di Padre Marco d’Aviano a Vienna fermarono le brame dell’espansionismo Ottomano.

Se il 7 ottobre del 1571 le flotte cristiane riunite nella Lega Santa non avessero vinto la battaglia navale di Lepanto e se nel 1683 un umile frate cappuccino di nome Marco d’Aviano non avesse fattivamente esortato gli smarriti austriaci a ricompattarsi e a respingere gli osmani dall’assedio di Vienna, il corso della storia sarebbe stato ben diverso. Una volta occupata Vienna, i musulmani di Mehmet da Van sarebbero vittoriosamente calati verso Roma quale loro principale obiettivo di conquista e di islamizzazione dell’Occidente. Verosimilmente, Vienna non sarebbe diventata la capitale culturale dell’umanità, della musica e del bel modo di vivere. Il suo arciduomo sarebbe diventato una moschea come avvenuto per Santa Sofia a Costantinopoli e la sua intera architettura avrebbe necessariamente subito l’influenza dello stile gotico-osmano. Ora, in questi tempi di globalizzazione economica e commerciale, di facilità di viaggi e di telecomunicazioni, di interscambi culturali, della convivenza di tante persone di religioni diverse e di reale voglia di fraternizzazione e di socializzazione tra i popoli, l’evocazione di quei due tragici eventi serve a diffondere la voglia di pace e di GLOBALIZZAZIONE POLITICA contro il continuo ripetersi di inutili guerre. A quell’epoca, la cristianità dell’Europa era minacciata. Bisognava difendersi. La logica era quella delle prove di forza e non quella dei trattati. Così nel 1571 al largo di Lepanto, una cittadina del golfo di Corinto, una flotta coordinata da Papa Pio V° e composta di 402 navi con 74 mila marinai al comando del giovane Don Giovanni d’Austria, coadiuvato da Sebastiano Venier e da Marcantonio Colonna affronta i pericolosi turchi. La flotta nemica, comandata da Alì Pascià era composta da 554 navi con 88 mila uomini a bordo. Dopo cinque ore di cruenta battaglia, celebrata da alcuni spaventosi dipinti e anche dalle forti poesie di Attilio Carminati e di Giacomo Bernasconi. I cristiani della lega Santa sono vittoriosi. I Turchi fuggono. Molte navi dell’una e dell’altra parte vengono affondate. I morti sono circa 37 mila. 29 mila Turchi e 8 mila cristiani dei quali 4856 veneziani. I feriti sono in tutto 18 mila. Il mare si tinge di rosso.E’un’autentica strage. Un eccidio paragonabile a quelli che sono istantaneamente possibili con lo scoppio di quelle bombe atomiche che si dovrebbero eliminare. Il 18 ottobre appena giunta a Venezia via mare la notizia di quella vittoria, le tre campane della chiesa di San Nicolò del Lido suonarono a festa. A seguito del crollo del campanile, le tre citate campane di Lepanto, subirono danni. Mute da tanti anni, sono accantonate dietro l’altare e per il nuovo campanile ne furono fuse delle altre. Perché i ritocchi di quei cimeli storici possano diventare messaggi di pace nel ricordo di tanto orrore, con il permesso del parroco Iannotta e della Soprintendenza, un comitato di cittadini si sta adoperando per sistemarle bene in vista di un sostegno. A fini di pacate riflessioni, e proprio perché non si ripetano, in un apposito fascicolo sarà obiettivamente descritto il contesto storico di quei clamorosi eventi. Detto comitato, del quale faccio Parte unitamente all’Associazione dei Cavalieri di San Marco, al Club Unesco, a Carlo Schiavon, a Bepi Telaroli, a Luciano Girotto, a Lidia Zappella, a Francesco Crosera a Francesco Toffolo a Carlo Scopinich, a Luciano Cucco ed ai Consoli di Finlandia, di Cipro e del Lesotho, si occuperà anche delle necessarie celebrazioni improntate anche al rilancio della marineria veneziana. L’Imprenditore Diotisalvi Perin, noto ricercatore storico, e valorizzatore dei musei della Grande Guerra Presidente del Museo del Piave “Vincenzo Colognese”, nonché editore di alcuni volumi storici pubblicati assieme del Comitato Imprenditori Veneti “Piave 2000”ha fornito la maggior parte del materiale necessario e segue i lavori. Concettualmente, le vicende di Leopanto si coniugano con quelle veramente miracolose di Marco d’Aviano. Un umile frate cappuccino, nato ad Aviano e studiò nel Veneto a Conegliano, Oderzo Chioggia, Venezia, Padova, Vicenza ecc…predicatore interinante in Europa, che Vienna ha onorato dedicandogli un monumento e una strada e inumando le sue spoglie nella Chiesa dei Cappuccini per il riposo eterno accanto ai grandi personaggi dell’Austria imperiale. Da alcuni anni il Cappuccino Padre Marco d’Aviano è definito Beato. Nei pressi del Ponte della Priula c’è una strada che porta il suo nome. Non sarebbe male che almeno i più importanti siti del suo percorso di predicatore gli dedicassero degli elementi artistici di ricordo a similitudine di quanto si ammira ai bastioni di San Marco a Treviso. Alcuni libri come quello Mezzaluna E Croce Marco d’Aviano e la Salvezza d’Europa e il film “Una battaglia per Vienna” del viennese Erich Feigl. Per maggiore valorizzazione dei suoi meriti etici e spirituali, Renzo Martinelli, il famoso regista di “Porzius”, Vajont e del recente “Barbarossa”sembra abbia iniziato a girare un film collossal sull’affascinante storia dell’ammirevole taumaturgo - diplomatico – eroe padre Marco d’Aviano che in Austria è venerato come un SANTO: Cap. Ferruccio Falconi Ringrazio di cuore tutti coloro che si fanno parte attiva nelle iniziative per far conoscere la nostra millenaria storia di cristiani con la Serenissima Repubblica di San Marco. All’Amico regista Renzo Martinelli,che ci ha richiesto (aderendo) circa 10 anni fa di sponsorizzare il film Vajont, ne è seguito uno scambio culturale per avergli trasmesso sulla frana della diga il libro (da noi tradotto) del viennese Erich Feigl Mezzaluna e Croce Marco d’Aviano e la Salvezza d’Europa. Confidiamo che Martinelli mantenga le tante promesse di realizzare un colossal sul Santo Salvatore d’Europa Padre Marco d’Aviano. Speriamo non si arrivi alle calende greche a causa di film di propaganda. Per il momento consigliamo degli straordinari filmati sulla storia del Cappuccino (in Austria considerato Santo da 326 anni) del regista E. Feigl UNA BATTAGLIA PER VIENNA, digitando su youtubE: MARCo d’AVIANo e vedere tutti i film che portano la firma museo del piave. Diotisalvi Perin

 

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