Cerca  
Menu

Login
Nickname

Password


Hai perso la password?

Non sei registrato?
Fallo ora!

Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
 
Espande/Riduce le dimensioni di quest'area

Intervista a Perin Diotisalvi

Treviso - Frane a Collalto di Susegana

Intervista a Perin Diotisalvi in riferimento alla lettera del dott. Brunetta, presidente della Coldiretti di Treviso, pubblicata su “La Tribuna” di Treviso il 12 gennaio 2011


    Gli straordinari Colli Suseganesi, formati per la maggioranza da “Doline” (in superficie terra fertile con sottostante terreno misto a roccia detto “Puddinga”), si stanno sgretolando per la trasformazione del territorio, già di per sé in movimento e gli esperti informano che i colli crescono in altezza di circa 1-2 millimetri all’anno.
    Noi diamo voce a oltre mille testimonianze, purtroppo il dott. Brunetta fa un discorso politico, lui non può conoscere le problematiche collinari, operando su un bel territorio pianeggiante a Bibano di Sotto, un tempo straordinari “Palù” con corsi d’acqua, dove da giovani andavamo a pescare i gamberi. Quel territorio lo conosco bene anche perché come imprenditore, negli anni ’70, ho fornito gli impianti all’allevamento di trote.
    In alcune zone dei colli, per far spazio a nuovi vigneti, si sono estirpati boschetti in zone dove, con quelle forti pendenze, mai nessuno si sarebbe sognato di realizzare dei vigneti o altre coltivazioni (in una decina di anni per realizzarli si sono acquistate quote da varie parti d’Italia fino alla Sicilia).
    Un nuovo vigneto piantato recentemente, sopra l’abitato di Susegana in Via Morgante, ha creato smottamento del terreno alluvionando strade ed abitazioni sottostanti. A breve vedremo gli atti pubblicati dal geologo e la sentenza del Tribunale sulla questione.
    Perin continua: Vivo in questi territori da quarant’anni, nonché natìo sul colle della Pieve di Castello Roganzuolo, quindi li conosco bene.
    Presidente Brunetta, valuti bene tra i benefici a breve delle aziende agricole e i problemi che ci troveremo da qui a un decennio se non cambiamo strada passando al biologico e, nel caso di poca produzione, una copertura assicurativa come per la grandine, potrà ridurre il danno. Con l’irrorazione di pesticidi sui vigneti, invece, vengono rilasciati veleni nell’aria che poi cadono a terra e finiscono nelle falde acquifere.
    Non capisco tanto accanimento super intensivo verso il territorio collinare della Marca, in quanto un vino simile (forse meno, pregiato) viene prodotto anche in altre regioni.
    Inoltre, come presidente della Perin Generator e socio dell’Az. Agr. “Antiche Terre dei Conti”, vorrei replicare al dott. Brunetta che i nostri generatori funzionano con motori innovativi alimentati con diesel, biodiesel, biogas e gas metano che sono prodotti da: Fiat, Man, MTU, John Deere, Perkins, Deutz, Volvo, Hyundai, Jenbacher, ecc., e sono costruiti rispettando la rigorosa normativa europea e americana e non inquinano sicuramente di più dei fumosi vecchi trattori diesel o delle auto non recenti. I generatori vengono utilizzati in tutto il mondo per la necessità di avere energia elettrica ed anche termica laddove non è sufficiente, non arriva, ecc.
    Per avere un basso impatto ambientale bisognerebbe ritornare a coltivare i campi con la zappa e spostarci con il calesse o a piedi o tornare alle palafitte!

Alessandro Viezzer


Stampa la pagina


Invia ad un amico